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mercoledì 14 dicembre 2016

Una situazione triste in un momento di gioia


Ho aspettato un po’ a scrivere.
Volevo pensarci e capire se fosse il caso di dare peso ad un fatto che avrebbe potuto essere dimenticato.
Sinceramente però ripenso ai trascorsi e ritengo più coerente con le scelte che ho fatto, riportare una modesta riflessione.
Eravamo in 15 alla scuola di Mestrino la sera del 4 Dicembre, non eravamo tutti, ma certamente eravamo tanti. Attivisti convinti e uniti da un unico scopo, raggiunto.
Tante persone, che hanno dedicato quanto possibile per diffondere una idea, nella speranza di difendere un testo che ritenevano importante mantenere immune da una riforma sbagliata.
E’ indubbio che ci siamo spesi molto e abbiamo cercato coi pochi mezzi a disposizione di informare la nostra comunità, non entro nel merito ne di quanto ne del come si sono esposte le altri parti politiche, ne dei motivi per cui noi abbiamo scelto il NO in modo deciso e inequivocabile.
Avevamo vinto la nostra coppa dei campioni e stavamo festeggiando, foto di gruppo abbracci pacche sulle spalle.
Nel momento di festeggiamento all’una di notte, nella scuola elementare dove io ho studiato con una  grandissima (lei si) maestra che ha letteralmente cambiato la mia vita, ci passa vicino un signore accompagnato da un paio di persone e non desiste dallo schernirci con chiaro intento provocatorio; esattamente non ricordo le parole ne qui interessano perché ciò che conta era l’intenzione dichiaratamente di sfida nei nostri confronti.
E’ triste perché non capisco sinceramente la necessità sempre e comunque di essere ultras in ogni situazione.
In ciò la situazione viene aggravata da uno dei nostri che a sua volta non desiste dall’esclamare la frase che più di tutte noi grllioti amiamo “A casa!” accompagnata da altro che sinceramente non ricordo. In sintesi esagera.
Il nostro portavoce, fine segugio delle tracce politicamente compromettenti, prende la situazione in mano e accompagna il provocatore e il suo gruppo verso l’uscita cercando di spiegare che non era il momento certo di provocare e che solo uno di noi aveva reagito, porgendo le scuse per parte nostra, in modo più che sincero e ripetuto.
Finita li direte voi. E invece no. Parte una filippica della Maestra, di cui non interessa qui fare il nome, che accompagnava il signore, sul fatto che non capisce perché noi siamo così aggressivi, perché dobbiamo sempre mettere tutto sul piano della rissa (per inciso non ho mai menato nessuno ad oggi, ne mi risulta che negli ultimi 3 anni alcuno dei miei amici abbia mai alzato un dito ne minacciato chicchessia), aggiunge infine che io ho dichiarato che non manderò mai e poi mai i miei figli in una scuola dove insegna lei.
E ghe mancarìa! Ho pensato….
Ad oggi, cara Lei, esiste, nonostante il Suo fido padrone volesse modificare le cose, ancora la libertà di scelta, o almeno la poca che i vari ministri dell’istruzione della Sua parte e della parte fintamente avversa, ci hanno lasciato negli anni. Quindi, fintantochè mi è concesso, io sceglierò in quale scuola e con quali maestre / professori mandare i miei figli e se gli insegnanti li giudico anche in base alle idee politiche che hanno o ai loro trascorsi politici, ebbene, fa parte del rovescio della medaglia dell’esporsi  politicamente, così come un cliente potrebbe decidere che la mia scelta di essere un grilliota sia in contrapposizione con la sua volontà di essere mio cliente. E’ una scelta cara mia, di cui ci dobbiamo assumere la responsabilità e non lamentarci se qualcuno ci giudica per la scelta operata.
Alla luce dei fatti di questi ultimi giorni mi dica: LEI è orgogliosa di avere una fede politica del partito che ci governa?
Io si sono orgoglioso di essere fieramente sempre dalla parte opposta di chi ha distrutto il mio paese, di chi ha portato l’istruzione dall’essere un fiore all’occhiello all’essere un fallimento,  di chi ha portato le persone ad essere pagate coi voucher al posto di avere un regolare contratto di lavoro, di chi vuole deturpare il nostro paese con opere inutili quali TAV, di chi vuole privatizzare l’acqua, di chi vuole trasformare la repubblica parlamentare in una repubblica fascista vestito da komunista, di chi “ama talmente tanto i poveri che ogni volta che va al potere li aumenta di numero” (cit. Montanelli, parlando della Sinistra Italiana).

L’ipocrisia è il male di questo paese, se ne faccia una ragione.


tarda notte, ai seggi !!


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