28-11-2013
PADOVA. A sostenere da tempo l’allarme sul rischio idraulico che
interessa il territorio tra i fiumi Brenta e Bacchiglione è il professor Luigi
D’Alpaos, DOCENTE DI
IDRAULICA ALLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA.
«Il principale problema del Brenta consiste nel fatto che non è in
condizioni di poter convogliare le massime piene che possono verificarsi. È
successo nel ’66, ma può succedere domani. La situazione è solo peggiorata da
allora. Da anni i fondi per la manutenzione di alveo e argini sono ridotti al
minimo se non azzerati. E vale per tutti i fiumi. Nel 2010 è toccato al
Bacchiglione. La situazione è la stessa. Tre anni fa le condizioni
meteorologiche avverse hanno interessato di più l’area del Bacchiglione a
monte, ma poteva accadere l’identica cosa al Brenta. Sono due bombe pronte a
esplodere».
QUALI
SONO LE SOLUZIONI?
«Ci sono due strade: o si adegua la sezione dei fiumi per
garantirne una portata maggiore, o si fanno interventi a monte, con invasi e
bacini di raccolta. Ma esiste una terza via, il completamento dell’idrovia
(corretto c’è un errore nell’articolo n.d.r.), da usare come canale scolmatore
sia per il Brenta che per il Bacchiglione. Metterebbe al sicuro tutto il
territorio a valle del primo, da Vigonovo in giù, e del secondo da Voltabarozzo
in giù con benefici per un’area vastissima. (quindi non le nostre zone n.d.r.).
Se ne parla da tanti anni, a parole sembrano tutti d’accordo. Ma l’opera non
parte. Non è mica la politica a decidere. Sono gli interessi particolari a
cui la politica si adegua. E intendo gli interessi di chi preferisce
costruire strade e autostrade. Il problema è che la politica non risponde
all’interesse generale, mentre dovrebbe essere obiettivo primario il bene della
comunità. E quei portatori di interessi particolari sarebbe ora di mandarli in
vacanza».
QUINDI
DI CHI È LA RESPONSABILITÀ?
«Nessuno può chiamarsi fuori. Dai sindaci che hanno fatto i
piani regolatori stravolgendo il territorio, alla Regione che tarda a
intervenire strutturalmente sui fiumi. Ci siamo abituati a piangere davanti
alle tragedie, ma il giorno dopo si guarda altrove». (e.l.)
Fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/11/28/news/i-fiumi-abbandonati-diventano-bombe-1.8202724
16-11-2012
“Luigi D’Alpaos, ordinario di idraulica all’università di Padova,
che già dopo la devastante piena del 1966 ha fatto parte dei lavori della famosa
commissione De Marchi (i cui suggerimenti sono rimasti sostanzialmente
inascoltati).”
DAL 1966. !!!
Bene demagoghi populisti potenziali stupratori fascisti,
delle due l’una o siamo mone noi o sono ladri loro.
Secondo me la seconda. E ovviamente è colpa del Movimento
cinque stelle perché?
Eccola qui fresca fresca, secondo voi qual è la soluzione
che perseguono le imprese (dei politici chi se ne frega tanto non contano nulla
sono solo meri esecutori dei voleri altrui):
Ma ovvio, un bel canale scolmatore nuovo!!!
E chi non lo vuole? Ma ovvissimo! L’unico paese interessato
amministrato dal Movimento suvvia ingenui!
Ma il comune di Mira no????? E te pareva.
Ecco qui la spiegazione ammesso che sia per voi più
interessante della De Filippi o la Bignardi.
In sintesi: ..” Alla
nostra sicurezza idraulica serve una mega-opera larga come tre autostrade», si
chiedono Claut e Maniero, «o dovremmo forse recuperare la manutenzione
essenziale, che viene fatta mancare da lustri? Mira non è indenne da emergenze
idrauliche e da allagamenti e per questo siamo sensibili a cercare la soluzione
per questi problemi. L’amministrazione di Mira appena insediata fu da più parti
investita del problema del completamento dell’idrovia». Sindaco e giunta si
recarono nel luglio 2012 dal professor D’Alpaos per chiedere indicazioni sulle
valenze dell’infrastruttura, mai completata. Diverse domande non trovarono
risposte. “
Tornando a noi, sto giro è colpa del sindaco. Evviva! L’ha
detto il Professur! Dai allora Grullini attachiamo! Beppe dice che dobbiamo
spalare merda sugli incompetenti ladri che ci governano e noi facciamo
propaganda fascista dunque così sia.
Strumentalizziamo l’intervista del professore più
referenziato della Facoltà di Ingegneria Idraulica tra le più importanti
d’Italia per sostenere una tesi strampalata, ovvero che il sindaco è
responsabile dell’acqua che sta allagando campi e case e che per una fortuita
coincidenza sta solo “raggirando” Mestrino.
Cerchiamo di comprendere, basta solo che per motivi
atmosferici vari la pressione dell’aria affinché il mare rifiuti l’acqua in
arrivo dai fiumi perché ci troviamo con le palle a mollo. Chiaro?
Per carità grandissimo rispetto per l’attività di
volontariato ma mi viene da ridere, quando vedo la protezione civile girare con
la torcia e la casacca gialla attorno ai “torrenti” in piena, perché fiumi
certo non sono.
Nel fiume l’acqua non va a quella velocità! Quindi delle due l’una o i nostri
amministratori vogliono scientificamente raggiungere l’obiettivo di farci
diventare comunità montana de facto, oppure non stanno facendo nulla.
Di grazia in 6 anni
potrebbe il Sindaco gentilmente se non arreca troppo disturbo illuminarci su
quali siano le attività svolte da codesta amministrazione a difesa del territorio?
Che so una seratina a tema? Una ripresa video? La trasmettiamo noi su
telemestrino.it e gli lasciamo pure leggere il foglietto nessun problema.
Nel frattempo i nostri ingegneri idraulici pentastellati
ignoranti incapaci, stanno rovistando tra le scartoffie per capire cosa stiate
combinando nel territorio di Mestrino per salvarci dalla prossima alluvione,
che da 4 anni ormai ha cadenza annuale. Per inciso sulla cadrega della regione
Veneto ci sta un signore stravotato da tutti noi, leghista. Anche qui la
regione non centra? O è colpa di Mira?
AAA ai soliti fenomeni da baraccone che risponderanno “i
Grullini sanno solo dire no, datevi un’occhiata a quanto sotto, bastavano 5
minuti di ricerca su google.
H5S
http://www.vicenzapiu.com/leggi/discusso-in-senato-il-dissesto-idrogeologico-del-veneto-e-di-vicenza
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