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mercoledì 5 febbraio 2014

ACQUA ACQUA ACQUA, MONE MONE MONE O LADRI LADRI LADRI?

28-11-2013
PADOVA. A sostenere da tempo l’allarme sul rischio idraulico che interessa il territorio tra i fiumi Brenta e Bacchiglione è il professor Luigi D’Alpaos, DOCENTE DI IDRAULICA ALLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA.

«Il principale problema del Brenta consiste nel fatto che non è in condizioni di poter convogliare le massime piene che possono verificarsi. È successo nel ’66, ma può succedere domani. La situazione è solo peggiorata da allora. Da anni i fondi per la manutenzione di alveo e argini sono ridotti al minimo se non azzerati. E vale per tutti i fiumi. Nel 2010 è toccato al Bacchiglione. La situazione è la stessa. Tre anni fa le condizioni meteorologiche avverse hanno interessato di più l’area del Bacchiglione a monte, ma poteva accadere l’identica cosa al Brenta. Sono due bombe pronte a esplodere».
QUALI SONO LE SOLUZIONI?
«Ci sono due strade: o si adegua la sezione dei fiumi per garantirne una portata maggiore, o si fanno interventi a monte, con invasi e bacini di raccolta. Ma esiste una terza via, il completamento dell’idrovia (corretto c’è un errore nell’articolo n.d.r.), da usare come canale scolmatore sia per il Brenta che per il Bacchiglione. Metterebbe al sicuro tutto il territorio a valle del primo, da Vigonovo in giù, e del secondo da Voltabarozzo in giù con benefici per un’area vastissima. (quindi non le nostre zone n.d.r.). Se ne parla da tanti anni, a parole sembrano tutti d’accordo. Ma l’opera non parte. Non è mica la politica a decidere. Sono gli interessi particolari a cui la politica si adegua. E intendo gli interessi di chi preferisce costruire strade e autostrade. Il problema è che la politica non risponde all’interesse generale, mentre dovrebbe essere obiettivo primario il bene della comunità. E quei portatori di interessi particolari sarebbe ora di mandarli in vacanza».
QUINDI DI CHI È LA RESPONSABILITÀ?
«Nessuno può chiamarsi fuori. Dai sindaci che hanno fatto i piani regolatori stravolgendo il territorio, alla Regione che tarda a intervenire strutturalmente sui fiumi. Ci siamo abituati a piangere davanti alle tragedie, ma il giorno dopo si guarda altrove». (e.l.)


16-11-2012
“Luigi D’Alpaos, ordinario di idraulica all’università di Padova, che già dopo la devastante piena del 1966 ha fatto parte dei lavori della famosa commissione De Marchi (i cui suggerimenti sono rimasti sostanzialmente inascoltati).”

DAL 1966. !!!

Bene demagoghi populisti potenziali stupratori fascisti, delle due l’una o siamo mone noi o sono ladri loro.
Secondo me la seconda. E ovviamente è colpa del Movimento cinque stelle perché?
Eccola qui fresca fresca, secondo voi qual è la soluzione che perseguono le imprese (dei politici chi se ne frega tanto non contano nulla sono solo meri esecutori dei voleri altrui):
Ma ovvio, un bel canale scolmatore nuovo!!!
E chi non lo vuole? Ma ovvissimo! L’unico paese interessato amministrato dal Movimento suvvia ingenui!
Ma il comune di Mira no????? E te pareva.
Ecco qui la spiegazione ammesso che sia per voi più interessante della De Filippi o la Bignardi.
In sintesi: ..” Alla nostra sicurezza idraulica serve una mega-opera larga come tre autostrade», si chiedono Claut e Maniero, «o dovremmo forse recuperare la manutenzione essenziale, che viene fatta mancare da lustri? Mira non è indenne da emergenze idrauliche e da allagamenti e per questo siamo sensibili a cercare la soluzione per questi problemi. L’amministrazione di Mira appena insediata fu da più parti investita del problema del completamento dell’idrovia». Sindaco e giunta si recarono nel luglio 2012 dal professor D’Alpaos per chiedere indicazioni sulle valenze dell’infrastruttura, mai completata. Diverse domande non trovarono risposte. “
Tornando a noi, sto giro è colpa del sindaco. Evviva! L’ha detto il Professur! Dai allora Grullini attachiamo! Beppe dice che dobbiamo spalare merda sugli incompetenti ladri che ci governano e noi facciamo propaganda fascista dunque così sia.
Strumentalizziamo l’intervista del professore più referenziato della Facoltà di Ingegneria Idraulica tra le più importanti d’Italia per sostenere una tesi strampalata, ovvero che il sindaco è responsabile dell’acqua che sta allagando campi e case e che per una fortuita coincidenza sta solo “raggirando” Mestrino.
Cerchiamo di comprendere, basta solo che per motivi atmosferici vari la pressione dell’aria affinché il mare rifiuti l’acqua in arrivo dai fiumi perché ci troviamo con le palle a mollo. Chiaro?
Per carità grandissimo rispetto per l’attività di volontariato ma mi viene da ridere, quando vedo la protezione civile girare con la torcia e la casacca gialla attorno ai “torrenti” in piena, perché fiumi certo non sono. 
Nel fiume l’acqua non va a quella velocità! Quindi delle due l’una o i nostri amministratori vogliono scientificamente raggiungere l’obiettivo di farci diventare comunità montana de facto, oppure non stanno facendo nulla.

Di grazia in 6 anni potrebbe il Sindaco gentilmente se non arreca troppo disturbo illuminarci su quali siano le attività svolte da codesta amministrazione a difesa del territorio? Che so una seratina a tema? Una ripresa video? La trasmettiamo noi su telemestrino.it e gli lasciamo pure leggere il foglietto nessun problema.
Nel frattempo i nostri ingegneri idraulici pentastellati ignoranti incapaci, stanno rovistando tra le scartoffie per capire cosa stiate combinando nel territorio di Mestrino per salvarci dalla prossima alluvione, che da 4 anni ormai ha cadenza annuale. Per inciso sulla cadrega della regione Veneto ci sta un signore stravotato da tutti noi, leghista. Anche qui la regione non centra? O è colpa di Mira?
AAA ai soliti fenomeni da baraccone che risponderanno “i Grullini sanno solo dire no, datevi un’occhiata a quanto sotto, bastavano 5 minuti di ricerca su google.
H5S


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