L'articolo 70 della Costituzione e l'asino di Buridano #IoDicoNo
Secondo gli ultimi sondaggi metà degli italiani non voteranno o non sanno ancora se votare al Referendum del 4 dicembre. Tra quelli che andranno il 25% non sa ancora come votare. Il primo vincitore della consultazione è la confusione, e quindi l'astensione che in questo caso non invalida il referendum perchè per quelli di rango costituzionale non è previsto il quorum. Non è accidentale: l'astensione è voluta.
La riforma è un pastrocchio incomprensibile e l'informazione che viene fatta sul tema è parziale e ricamata su misura dei falsi slogan del governo. Perchè uno dovrebbe perdere tempo a studiare le boiate di Verdini e Boschi quando non arriva a fine mese? La repulsione è comprensibile. Ma non votare non lo è. Il cittadino indeciso rischia di fare la fine dell'asino di Buridano che non sapendo scegliere tra due balle di fieno identico quale mangiare decide di stare fermo e morire di fame. Deve agire di pancia. Voi vi fidate di questa gente che vi chiede di confermare la loro riforma? Vi fidate di quelli che stanno sfasciando l'Italia? Vi fidate di Renzi, di Verdini, della Boschi?
Indecisi: lasciatevi guidare dalla pancia, dall'istinto e votate!
Io non mi fido e #IoDicoNo. Non c'è altra interpretazione possibile e la loro malafede è evidente. Nel Blog riporteremo tutti gli esempi più eclatanti della loro infidia.
Oggi iniziamo con la modifica dell'articolo 70 della Costituzione proposto dalla schiforma. Basta questo per far capire anche a un bambino che non si può dare il minimo credito a queste persone.
L'attuale articolo 70 recita: "La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere".
E' un articolo semplice e chiaro di nove parole. Volete sapere come cambierà se passerà la Schiforma di Renzi, Boschi e Verdini? Guardate il video qui sopra realizzato dai nostri ragazzi di Alto Garda e Ledro 5 Stelle oppure leggetelo di seguito. Se ci capite qualcosa scrivetelo nei commenti.
Articolo 70 della Costituzione con la Schiforma di Renzi, Boschi e Verdini di 483 parole: "La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.
Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati".
Ps: prendete esempio dai nostri ragazzi di Alto Garda e Ledro 5 Stelle: fate informazione! Realizzate video per #IoDicoNo e diffondeteli sui social network. I migliori saranno ripresi dal Blog.
La battaglia per il Rederendum costituzionale è importantissima. Non dobbiamo permettere a questa gente, completamente inaffidabile, di massacrare la Costituzione e il Paese. #IoDicoNo!
Nel silenzio totale dei media italiani, mercoledì 5 ottobre, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che accende 8 nuovi inceneritori. Le regioni coinvolte sono: Umbria, Marche, Lazio, Campania, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna. Con la costruzione degli otto nuovi inceneritori saranno bruciate quasi due milioni di tonnellate di rifiuti in più all'anno. Un terzo in più rispetto a quanto accade attualmente. Il governo vuole avvelenarci! Il Movimento 5 Stelle dice NO agli inceneritori e al Parlamento europeo lotta per affermare l'economia circolare che si basa sul riciclo e il riuso dei rifiuti. Ecco il commento del portavoce Marco Affronte.
"Il Governo va avanti, senza ascoltare ragioni, deciso ad accendere 8 nuovi inceneritori in Italia entro i prossimi anni. Il Rapporto Preliminare sul Piano Nazionale degli Inceneritori è stato tradotto in Decreto del Consiglio dei Ministri ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Dunque avanti tutta, nonostante ci siano diverse ragioni per capire che NON c'è alcun bisogno di nuovi inceneritori in Italia. E potrebbe esserci anche un rischio economico, oltre che di salute.
I NUMERI
Attualmente l'Italia gestisce così i suoi RSU: il 26% viene riciclato, il 15% va in compostaggio, il 21% viene incenerito e il... 38% finisce in discarica! Ne rapporto si dice che l'Italia ha una carenza di autosufficienza per quanto riguarda la capacità di incenerimento: secondo il Ministero dobbiamo bruciare 1.800.000 tonnellate in più di rifiuti all'anno. Per quale ragione? Perché siamo circa 20 punti percentuali al di sotto degli obiettivi minimi di legge che prevedono di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, mentre attualmente ricicliamo il 45% del totale.
E' sicuramente giusto cercare di ridurre la quota di rifiuti da conferire in discarica - lo dicono anche le norme europee - ma il Ministero si basa sulla Direttiva Rifiuti del 2008 per dire che l'incenerimento è considerato una soluzione virtuosa: niente di più falso. Nella direttiva l'incenerimento è al penultimo posto ed è l'opzione da preferire solo alla discarica. Ma prima ci sono la diminuzione della produzione, il riuso e il riciclo. Le direttive europee impongono di raggiungere una quota di riciclaggio pari al 50%. Oggi ricicliamo circa 7,3 milioni di tonnellate di rifiuti ovvero il 26% di quanto prodotto. Che significa questo? Significa che, se rispettiamo le Direttive UE, entro pochi anni dovremo riciclare altre 7 milioni di tonnellate di rifiuti, rendendo quindi del tutto inutile aumentare la nostra capacità di incenerimento. Nei prossimi anni sarà necessario chiudere gli inceneritori, non aprirne di nuovi.
I NUOVI INCENERITORI
Secondo il Piano del Ministero dovranno essere aperti almeno altri otto nuovi inceneritori, tutti al Centro-Sud. Le regioni interessate sono Umbria, Marche, Lazio, Campania, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna. In Umbria vogliono polverizzare altre 130.000 tonnellate l'anno, nella Marche 190.000, in Lazio 210.000, in Campania 300.000, in Abruzzo 120.000, in Puglia 70.000, in Sicilia 690.000 e in Sardegna 120.000. Sarà necessaria una battaglia in ognuna di queste Regioni per ottenere uno stop a livello locale della costruzione dei nuovi cancrovalorizzatori. Per non aprire i nuovi inceneritori c'è un solo modo: consumare di meno e riciclare di più: bisogna afffamare gli inceneritori fino a renderli inutili. E' previsto infatti nelle disposizioni finali che le amministrazioni locali possano "presentare al Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare una richiesta di aggiornamento del fabbisogno residuo regionale di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati" in seguito ad adeguamenti, riduzione della produzione dei rifiuti e maggiore riciclaggio.
LE CRITICHE DELL'UNIONE EUROPEA
Il piano del governo prevede di bruciare quasi 2 milioni di tonnellate affermando che non "incide direttamente sulle componenti ambientali" quali la qualità dell'aria. Questo è falso! Inoltre, si dice che il piano non può essere assoggettato a Valutazione Ambientale Strategica. Eppure è impossibile non ipotizzare che l'incenerimento non abbia ripercussioni, anche serie sull'ambiente! Il Piano si 'autoassolve', demandando questa valutazione alla fase autorizzativa dei singoli inceneritori. Il Movimento 5 Stelle, con un'interrogazione alla Commissione Europea, ha chiesto di dirci se fosse necessaria. La risposta è chiara: "qualora il programma sull'incenerimento dovesse rientrare nel campo di applicazione della direttiva 2001/42/CE (valutazione ambientale strategica -- direttiva VAS), prima della sua adozione sarebbe necessaria una valutazione ambientale." La VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VA FATTA! E invece il Ministero, ancora nel decreto appena pubblicato in Gazzetta, scrive di non volerla fare. Allucinante! Cosa rischia l'Italia? La salute, prima di tutto, ma anche una bella multa per infrazione europea".
Siamo la prima forza politica del paese!!
Ora BASTA!!!
Il sindaco dormiente ma perennemente incazzato e il futuro candidato sindaco tutto preso dall'organizzazione di eventi che servono per la sua immagine DEVONO ASCOLTARCI.
La priorità deve andare alla soluzione dei problemi legati alla SICUREZZA.
SICUREZZA STRADALE
SICUREZZA DELLE SCUOLE
SICUREZZA DEI NOSTRI CONCITTADINI
E poi UNA GESTIONE DEI RIFIUTI più economica e qualitativamente migliore, BASTA CON GLI AFFIDAMENTI SENZA GARA.
E infine maggior rispetto delle opinioni altrui, maggior condivisione delle scelte, soprattutto per quel che riguarda l'aspetto del BILANCIO, DEI SOLDI PUBBLICI...DEI NOSTRI SOLDI!!!!!!!!!!
Pare che secondo la giornalista del Mattino di Padova che si occupa di quanto accade a Mestrino, in questa cittadina esista e "faccia" qualcosa solo una forza politica.
LA MAGGIORANZA PEDRONIN/AGOSTINA.
Giusto quindi per ELLA, riportare le notizie del brillante operato di tal maggioranza.
"Chissenefotte" degli altri insignificanti partitini dell'opposizione.
Ci permettiamo di dedicare a questa giornalista un intero album del passato di un grande cantautore italiano. Fu un successo incredibile, il primo a superare il traguardo del milione di copie vendute, primo in classifica per 18 settimane tra il maggio e l'ottobre del 1982.